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Lgbt violenze in Italia una mappa partecipata per tracciarle

Lgbt, violenze in Italia: una mappa partecipata per tracciarle

L’obiettivo è tenere alta l’attenzione, in attesa che il ddl Zan contro omotransfobia, misoginia e abilismo – ferma al Senato – torni al centro dell’agenda politica

Dall’inizio del 2021 a oggi sono circa 16 gli attacchi online o fisici contro la comunità lgbt+ in Italia finiti sulle cronache nazionali. Un numero sottostimato perché non tutti i casi ottengono eco, e in pochi e poche decidono di denunciare correndo rischi a volte peggiori. L’ultimo episodio in ordine di tempo, avvenuto lo scorso 26 febbraio alla stazione di Valle Aurelia a Roma ed emerso in questi giorni, ha visto protagonista una coppia aggredita da un uomo già identificato. L’aggressore avrebbe prima lanciato delle pietre in direzione dei due giovani, per poi attraversare i binari – come testimoniato dal video girato da un amico dei ragazzi – e scagliarsi contro di loro, colpevoli di essersi baciati in pubblico.

Sull’onda di questo ennesimo episodio di matrice omotransfobica, il giornalista Giuseppe Porrovecchio ha deciso di lanciare l’iniziativa Contare per mostrare l’emergenza: una mappa in divenire di tutti gli episodi di violenza contro le persone lgbt+ a partire dall’inizio di quest’anno, aggiornata non solo sulla base delle notizie riportate dai media, ma con le segnalazioni verificate di semplici utenti, che possono denunciare al giornalista quelle che non sono banali “goliardate” – come una certa narrazione tenta di dipingerle – ma il campanello d’allarme di una vera e propria emergenza.

Il ddl Zan

L’obiettivo è tenere alta l’attenzione in un momento cruciale per la minoranza lgbt+ in Italia. La proposta di legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo di iniziativa parlamentare, dopo l’approvazione alla Camera è ora ferma al Senato, dove rischia di impaludarsi. Associazioni, attivisti e cittadini comuni hanno in queste ore ribadito la necessità che ne venga presto programmata la discussione, sebbene il percorso sia tutt’altro che spianato.

Come ha sottolineato il primo firmatario del disegno di legge, il deputato del Partito democratico (Pd) Alessandro Zan, non è escluso si possa contare anche in Senato su una maggioranza trasversale che coinvolga oltre alle forze dell’ex maggioranza giallorossa (Pd, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali, Italia Viva), anche alcuni senatori di Forza Italia, come già accaduto alla Camera, dove una manciata di deputati ha votato in disaccordo col proprio partito. Ma è in questo ramo del parlamento che siedono alcuni dei rappresentanti più conservatori della politica italiana, come il leghista Simone Pillon e il forzista Lucio Malan, agguerriti nel voler ostacolare il provvedimento.

La situazione in Italia

Al netto delle divisioni politiche, l’Italia rimane fanalino di coda tra i paesi europei sul tema dei diritti: come riportato da Vox, siamo una tra le nazioni con il più alto tasso di discriminazione in Europa proprio in termini di politiche dei diritti lgbt+. Un dato che va di pari passo con i risultati della European Lgbti Survey 2020, ricerca condotta su un campione di 140mila persone appartenenti alla comunità lgbt+ nel Vecchio continente, che mostra come nel nostro paese il 62% degli intervistati eviti di tenere per mano il proprio o la propria partner per strada, il 30% eviti volontariamente luoghi per paura di discriminazioni e aggressioni e addirittura il 32% abbia dichiarato di essere stato aggredito o attaccato almeno una volta nel corso dell’anno precedente alla ricerca.

La comunità lgbt+ non è padrona dello spazio pubblico in cui si muove. Lo sanno bene le persone omosessuali, non binarie e transgender, vittime di aggressioni, d’istigazione all’odio e atti di violenza in modo molto più sostenuto che altri gruppi sociali. È per questo necessaria una tutela rafforzata e l’impegno dell’opinione pubblica a non abbassare la guardia. Dopo venticinque anni di attesa, è l’intera comunità lgbt+ – ma dovrebbe esserlo la società nel suo complesso – a pretendere maggiori tutele.

Fonte: https://www.wired.it/attualita/2021/03/23/lgbt-violenze-mappa-italia/