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Baidu Bilibili le societa tech cinesi tornano a quotarsi a casa

Baidu-Bilibili: le società tech cinesi tornano a quotarsi “a casa”

La volontà del governo di Pechino di creare un suo Nasdaq e le pressioni delle autorità finanziarie negli Stati Uniti aprono la via delle quotazioni secondarie nella madrepatria

Continua il “controesodo” da un lato all’altro del Pacifico da parte delle compagnie tecnologiche cinesi in Borsa: le ultime a scegliere Hong Kong per lanciare una quotazione secondaria sono il colosso dei motori di ricerca Baidu e Bilibili, piattaforma social dei video brevi. “Quando Baidu si quotò al Nasdaq, dissi che sarebbe stata solo una delle nostre fermate. Che alla fine Baidu sarebbe tornata in Cina, perché in Cina sono le nostre radici. Oggi, Baidu è finalmente tornata a casa”, ha dichiarato in una cerimonia a Pechino il presidente e amministratore delegato Robin Li.

Tuttavia, l’accoglienza sui mercati è stata tiepida per la compagnia, che tra le altre cose progetta di entrare nel business dei veicoli elettrici. Lo scambio di azioni è stato praticamente piatto rispetto alla quotazione di apertura (252,80 dollari di Hong Kong, rispetto ai 252 iniziali), conducendo a una raccolta di 3,1 miliardi di dollari statunitensi. Nel frattempo, le azioni sono salite del 3,4% a New York dove hanno guadagnato il 23% da inizio anno. Lunedì 29 inizieranno le contrattazioni anche per Bilibili. La compagnia finanziata da Tencent, Alibaba e Sony ha raccolto 2,6 miliardi di dollari, meno del target iniziale di 3 miliardi, come riferisce Reuters, impostando per 25 milioni di azioni lo stesso prezzo di quelle quotate al Nasdaq, con uno sconto del 2,6%.

A lungo le società tecnologiche cinesi in rapida crescita hanno guardato al Nasdaq per la raccolta di capitali, e l’anno scorso trenta compagnie del Dragone hanno raccolto 12 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Tuttavia l’escalation di tensioni fra Washington e Pechino non ha aiutato. Una legge del Congresso ha previsto di recente la possibilità di eliminare dai listini le compagnie cinesi che non accettino audit finanziari da parte delle autorità regolatorie americane, richiesta alla quale Pechino si oppone, spiega Asia Nikkei.

La situazione potrebbe favorire proprio Hong Kong, che da inizio anno ha già raccolto 31,4 miliardi di dollari in scambi di azioni, rispetto a 8,6 miliardi nello stesso periodo dell’anno scorso e, secondo Bloomberg, le compagnie tecnologiche asiatiche hanno già impegnato 21,5 miliardi di dollari, un record. Il trend ha avuto un’accelerazione l’anno scorso, quando le quotazioni secondarie a Hong Kong hanno permesso di raccogliere 17 miliardi di dollari da compagnie come Jd.com e Netwase. Da quando l’ex colonia britannica ha riformato il suo sistema di quotazione nel 2018, ricorda Ansa, sono già dieci le società del continente negoziate negli Stati Uniti che hanno terminato operazioni di questo tipo. La stessa Cina ha lanciato nel 2019 lo Star Market a Shanghai, con l’obiettivo di creare “il proprio Nasdaq”, fornendo modalità di quotazione più semplici alle compagnie innovative cinesi che potranno così restare in patria.

Fonte: https://www.wired.it/economia/finanza/2021/03/23/baidu-bilibili-cina-quotazione/